“Gli ha fatto un bocchino” mi
ripetevo con voce sognante “e lui le ha schizzato in faccia tutto il suo sperma
meraviglioso”. Mi stavo eccitando con questa scena quando la voce di Paolo mi ha
riportata alla realtà.
“Giulia, hai bisogno di qualcosa?”
“No grazie, amore. Arrivo
subito."
Dopo aver ascoltato il racconto di Marzia, ci mettemmo a tavola per il
pranzo preparato dalle due cugine, i nostri uomini si sedettero con un
incredibile erezione nei pantaloni e non fecero nulla per nasconderla. Mi
sarebbe tanto piaciuto riprendere il discorso per chiedere maggiori dettagli,
togliermi delle curiosità. Ma non osavo prendere l’iniziativa. Mangiavo e mi
chiedevo quando avrei potuto fare il mio primo bocchino a Francesco. La mia voce
tradiva l'eccitazione che mi procurava il pensiero di questo folle desiderio
erotico. Ma altrettanta eccitazione mi derivava dal fatto che era proprio mio
marito, che mi stava spingendo a desiderare questo rapporto orale con tutti i
suoi modi più scabrosi, e anche dal fatto che lui sapeva benissimo che mi stavo
arrapando da matti ad ascoltarla e non avevo sfilato le palline dal culo.
Ero sicura che questo fosse successo milioni di volte, perfino in coppie
sposate da più tempo.
Lo stesso funzionava a parti scambiate. Se Paolo avesse rimorchiato quella
ragazzina, anche io avrei gradito farmela. E anche Francesco avrebbe tollerato
senza problemi, ne ero sicura.
Poi, però, qualcosa finora ci aveva frenati dall’andare avanti più
seriamente. Io, pur amandolo pazzamente, godevo al pensiero che potesse fare
sesso con altre. E lui, come immaginavo, pur ricambiando in pieno il mio amore,
avrebbe goduto nel tradirmi. E io godevo del fatto che lui godeva nel tradirmi,
e lui godeva del fatto che io godevo dei suoi tradimenti. E questo pensieri non
detti creavano un gioco tra noi, una specie di accordo armonico, che non ci
spingeva a compiere maiil passo definitivo per paura di rompere quell’incantesimo
lussurioso. Quella che stavamo costruendo era un'esperienza erotica puramente
cerebrale, molto più profonda di un qualsiasi pompino. E anche Francesco, con
il suo cazzo giovane, o chiunque altro al suo posto, diventava una parte indispensabile
del nostro.
La conversazione durante il pranzo era arrivata ad un punto morto, l’imbarazzante
silenzo tra persone che non si conoscono.
Francesco era stato in silenzio a lungo, fu lui a rompere il silenzio e come
se stesse ancora nella conversazione di un’ora fa parlò.
"Sono orgoglioso di te”. Ci
guardammo interdetti non capendo a cosa si riferisse in quel momento, tutti
tranne Paolo che colse la palla al balzo per riaccendere il fuoco dei nostri
discorsi.
“Francesco ha ragione. Hai fatto benissimo a farti schizzare in
faccia."
Ci fu il gelo. Marzia arrossì, io mi affogai con il boccone che avevo in
bocca e le due cugine sgranarono gli occhi incredule.
"Era una cosa che non avevamo mai fatto. Vi scoccia sapere certe cose
di vostra cugina?"
"Affatto. Mi dispiace solo non averlo mai provato. Sembra molto
eccitante. A te Marzia è piaciuto?"
"Da morire. Voglio rifarlo appena possibile."
"Contaci” Intervenne Paolo quando vide che la conversazione aveva
coinvolto tutti i partecipanti, non si sa bene se per convinzione o solo per
non sentirsi da meno. “E' stato un tocco di classe da parte tua. Un buon modo
per dare un po' di sale a quel pompino. Amico lasciatelo dire hai la fortuna di
avere una ragazza bellissima come Marzia che fa bocchini meravigliosi ed è
pronta a dare il suo meglio per accontentarti. E che fai? Alla prima succhiata
di cappella te ne vieni come un ragazzino in calore!"
"Beh, devo ammettere che anche io sono rimasta un po' delusa” avevo
capito il gioco e volevo partecipare anche io. “Non è stato esattamente il
bocchino che avevo immaginato di farti. Ma mi sento di giustificarlo. L'aveva
tenuto in erezione per tutto il pomeriggio..." dissi.
"Mah. Io sono sicuro che avrei retto un po' di più. Mi dispiace che sia
finita così..."
"Eeeh! Come correte... non ho mica finito!" Lo sapevamo benissimo,
ma volevamo spingerla a rimettersi al centro dell’attenzione.
Giulia

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