giovedì 17 gennaio 2013

Confessioni di una cugina



Per ascoltare il seguito del racconto ci spostammo in salotto, Caterina, la cugina più grande rimase in cucina a lavare i piatti e preparare il caffè, mentre l’altra, Chiara ci seguì incuriosita. Fu lei a dare il via questa volta, iniziativa che fu molto apprezzata dalla mente perversa di mio marito che probabilmente stava cercando un aggancio per tirarle in ballo.
"Come sarebbe a dire che non hai finito cuginetta!?"
"Mmmmh... ditemi voi. Volete che vi racconto subito la fine, o che vado in ordine?"
"No, no. Vai in ordine. Ma non tralasciare niente. Però prima devo fare una domanda a tua cugina che mi sembra molto interessata all’argomento."
Non immaginavo ora cosa sarebbe venuto fuori, ma ci tenevo a vedere come sarebbe andata a finire. "Chiara, tu sei ancora vergine, per caso?"
"Certo, ho solo diciassette anni! Anche se ammetto che mi sta cominciando veramente a pesare questa verginità."
"Vuoi dire che se non fossi vergine..."
"...mi farei scopare da Francesco. Certo. E da quello che mi racconta mia cugina con quel cazzone che si ritrova credo che sarebbe anche molto piacevole. Non crediate che non sia tentata. Adoro anche io prenderlo in bocca ad un ragazzo che mi piace, ma non pensate che una ragazza possa sentirsi appagata solo dai pompini. E tu cugi, che ne pensi? Se non fossi stata vergine in questo momento, mi avresti lasciata libera di scopare con il tuo ragazzo?"
Avevo la gola secca, e la mente confusa, io alla loro età nemmeno me le sognavo certe cose e se non avessi incontrato Paolo a quest’ora forse sarei ancora vergine anche io nonostante io miei trent’anni.
Il cazzo di Francesco, invece, impazzì a quella dichiarazione e rispose lui per la fidanzata:"Credo... Credo di sì. In fondo, perché no?".
Marzia cambiò discorso. "Torniamo a ieri sera...". E riprese a raccontare.
Dopo il caffè e il racconto di quello che sapevamo già perchè lo avevamo ascoltato in diretta al telefono, decidemnmo di andare a riposare ognuno nelle proprie stanze e ci demmo appuntamento prima di cena per dare un’occhiata ai famosi diari e organizzare il da farsi.
Marzia seguì le cugine nella loro camera probabilmente per chiarire la questione che si era spinta un pò troppo oltre il previsto, mentre Francesco andò in guardino a tirare due calci al pallone per scaricare la tensione.
Chiara stava distesa sul letto. Era un po' imbarazzata. “Scusami cugi,  non ho retto”.
“Non ti preoccupare, sei comunque mia cugina e anche se vi desiderate so di potermi fidare di tele ha risposto Marzia, poi ha fatto notare che era presto e ha chiesto se dispiaceva che restasse ancora lì con loro. Le hanno ho detto di no e la hanno invitata a stendersi accanto a loro sul letto,  
"Ma prima, spogliati completamente". Le ha detto la più grande con indifferenza, come se fosse una cosa naturale. In fondo tra cugine che problema poteva avere a farsi vedere nuda?
Quando invece io entrai nella nostra camera con Paolo, l’atmosfera era elettrica. Io ero una lago tra le gambe e avevo il condotto anale infuocato, lui era su di giri per come era riuscito a dominare la situazione e in un sol colpo anche Marzia, la cugina e in un certo senso Francesco. Era evidente per tutti che sarebbe stato l’unico direttore di quel gioco perverso e avrebbe stabilito tempi e modi di ciò che sarebbe accaduto in quei giorni, conoscendolo sapevo che se la sarebbe presa con comodo portandoci tutti all’esasperazione dei nostri desideri, ma per il momento doveva sfogare la sue eccitazione e aveva solo me a disposizione.
Ma per me le cose non stavano proprio così. Nonostante non fosse la prima volta che giocavamo con le palline anali, non era mai accaduto in presenza. Era una specie di nostro gioco virtuale che mi piaceva da morire certo ma che adesso con la variante del suo essere davanti a me mi imbarazzava da morire. Avrei preferito mille volte leccare e succhiare il suo cazzo, bere il suo sperma. Il resto del mio corpo in quelle condizioni lo avrei era tenuto fuori, se non per qualche palpata o per qualche carezza sporadica...

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