Ogni volta che Chiara arrivava dalle parti del collo di Marzia, lei sentiva
più forte il desiderio di un cazzo tra le natiche, lo voleva sia nel buco del
culo che nella fica e provava forti brividi di piacere. Senza accorgersene,
aveva cominciato a sospirare e a spingere il bacino avanti e dietro per strusciarsi
contro il letto. Fu in quel momento che la cugina maggiore preoccupata che i
suoi gemiti si potessero sentire dall’esterno si alzò dal letto per andare ad
abbassare la persiana e notò la presenza dei due uomini. Con molta discrezione
e senza dire nulla abbassò la persiana interrompendo lo spettacolo e uscì per
raggiungerli in giardino.
“Beh, voi che ci fate qui?"
“Wow! Che dire? Accidenti a tua sorella! Che tecnica!” commentò Paolo.
“Devo provarci anche io a darle una leccata così. Mi scoccia un po' che sia
così brava." Rispose Francesco per nulla turbato.
"E ti scoccia, in generale, che si faccia leccare da lei?"
"No, anzi. Lo trovo giusto. Sono contento che possa avere tanti orgasmi..."
"E... ti eccita sapere che si farà leccare la passera?"
"Sì certo. Però un po' meno... Non so come spiegarlo. Mi da i brividi
pensare alla lingua nel culo, il naso nella fica... però la mia eccitazione è
molto più forte quando sono coinvolto nel suo piacere. Quando c'è di mezzo il mio
cazzo, se vogliamo essere concreti."
"Per lei è la stessa cosa, sai? Non prova lo stesso piacere come quando
ti ha fatto godere con la bocca e si è fatta schizzare in faccia."
"Siamo tutti in perfetta sintonia, come vedete..." sottolineò
Paolo.
"Ciò non toglie che ora si sta gustando una grandissima leccata e se la
starà proprio godendo. Ed è bene che tu lo sappia, anche se non ti si rizza il
pisello nei pantaloni” e rideva divertita.
Al contrario però il pisello gli si rizzava eccome e non solo a lui. Paolo
prese in mano la situazione proponendo di lasciarle fare per il momento, non
era carino interrompere il piacere ma quando avrebbero finito si sarebbero
ritrovati tutti in salone a discutere della loro missione, ben sapendo che
questa scappatella lesbo non sarebbe passata impunita. E così fecero.
Seduti sui divani l’atmosfera era ancora calda e complice, da un lato
sedevamo io e Marzia con il viso rilassato di due donne dopo il piacere, sull’altro
divano erano seduti Francesco e Paolo, uno piuttosto teso e l’altro sempre più
compiaciuto. Caterina era l’unica al corrente di tutta la storia e non vedeva l’ora
di poterne prendere parte, e fu proprio lei a dare il via chiedendoci del
diario. Paolo le raccontò tutta la storia, almeno quello che sapevamo fino a
quel momento e decidemmo quindi di aprire il diario e vedere di cosa si
trattava. Alla prima pagina trovammo ricapitolate le istruzioni, il diario
avrei dovuto leggerlo io in presenza degli altri tre e che le chiavi le avrebbe
dovute recuperare sempre Francesco. Così iniziai la lettura...
“Carissimi Giulia e Francesco,
finalmente siete arrivati vicini a conoscere una verità che potrebbe cambiare
di molto la vostra vita, in bene o in male questo dipenderà solo da voi. La
ricerca di queste tre chiavi sarà in realtà una ricerca dentro voi stessi. La
verità che scoprirete in realtà è già dentro di voi dovete soltanto accettare
il coraggio di conoscervela e dirvela. Ecco perchè prima di procedere nella
lettura e trovare la strada verso la prima chiave è importante che tra di voi
ci sia intesa, complicità e soprattutto sincerità e nessun imbarazzo. Mettete da
parte ogni gelosia o sentimento negativo solo in questo modo potrete trarre il
meglio da questa esperienza. Iniziando da subito. Ognuno di voi a turno dovrà
raccontare agli altri qualcosa che non sanno, qualcosa che sentite di dover
confessare prima di iniziare e rendersi disponibile ad ogni genere di domanda
finchè tutto sia chiarito. Prendetevi tutto il tempo necessario e poi tornerete
a leggere il diario.
Con
amore Zio Demetrio”
Finita la lettura ci guardammo a turno in silenzio negli occhi, Francesco
era sempre più teso, Paolo sempre più compiaciuto e Marzia abbassò gli occhi
diventando rossa per paura di dover essere lei la prima. Naturalmente andò
proprio così, quasi tutti erano a conoscenza del suo pomeriggio e non vedevano
l’ora di ascoltare quello che non avevano potuto vedere. Nessuno però parlava e
toccò all’altra persona a conoscenza del motivo di tanto silenzio iniziare.
“Beh se proprio dovete, inizio io visto che non sono
direttamente coinvolta in questa ricerca...”

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