Quando feci uscire le palline nere erano tiepide e odorose. Sul letto Paolo
aveva iniziato l'atto finale del nostro gioco spingendo il suo grosso cazzo nel
mio orifizio anale, reso accogliente dai giochi precedenti, e mi stava sodomizzando
a buon ritmo.
Subivo il suo piacere come sempre, docile e disponibile.Il sesso anale era il punto estremo del nostro rapporto che avveniva ormai sempre più spesso, il culmine della dominazione di lui su di me, e della mia umiliazione a giocattolo erotico, che era alla base del suo piacere perverso. La sodomizzazione era il rapporto che violava il più profondo del mio essere. Ma era anche il punto oltre il quale non si poteva andare nella dominazione e l'orgasmo che ogni volta Paolo riversava copioso nelle mie viscere non aveva paragoni con nessun’altra esperienza sessuale.
Così mi aveva insegnato a viverlo lui. Per me era molto più semplice. Mi piaceva e basta. Mi piaceva perché era un modo totale e incondizionato di offrirmi a lui. Mi piaceva perché sentivo che era qualcosa di molto porco, di molto proibito. Mi piaceva perché lui veniva così, fottendomi nel culo, e io adoravo sentire il suo corpo sulla mia schiena, che si svuotava nell'orgasmo, i suoi sospiri sulla nuca, e le vibrazioni del suo grosso cazzo che eruttava fiumi di sperma tiepida dentro di me.
Mentre mi inculava mi sussurrava frasi porche all'orecchio, e mi suggeriva altre frasi da dire, o da urlare, sempre più porche. Anche mentre era occupato ad affondare con il cazzo nella mia pancia, continuava a giocare con il mio piacere, masturbandomi, pizzicandomi i capezzoli, ordinandomi di masturbarmi, fermando sempre tutto un attimo prima dell'orgasmo. Lasciando così che fossero i suoi colpi possenti nel culo, a scatenarmi orgasmi brucianti. Subito prima del suo.
“Mi piace essere inculata. Mi piace troppo”.
Questa fu l’unica frase che Francesco riuscì a cogliere da fuori e che gli fece indurire il cazzo all’istante. Si ricordò che Marzia gli aveva promesso il culo prima di partire se lui fosse stato bravo ad entrare e desiderò in quel momento di avere tutta l’esperienza di Paolo per poter godere di quel piacere così sognato nel culo della sua fidanzata. Per paura di essere sorpreso ad origliare si spostò in cerca della finestra della loro camera per vedere cosa stesse facendo invece Marzia con le sue cugine. Trovò un buon punto di osservazione giusto in tempo per beccare lei che si liberava della biancheria. Gli girava le spalle mentre si slacciava il reggiseno e lo poggiavo su una sedia, poi si è girata lentamente verso di lui, si è fermata un attimo e senza saperlo gli lasciandò il tempo di ammirare le tette piene e sode. Gli ha dato di nuovo le spalle, ha fatto scivolare giù le mutandine lentamente, non immaginando i suoi occhi sul suo culo. Si è chinata in avanti per raccoglierle, sempre non sapendo lo spettacolo che in questo modo gli offriva. Poi le ha appoggiate sulla stessa sedia, accanto al reggiseno e, finalmente, si è voltata verso di lui per fargli guardare il tutto. Teneva le gambe leggermente allargate, e ciò consentiva una migliore visuale della fighetta. Francesco osservava le labbra che sporgevano tra i peli, portando all’estremo il suo stato di eccitazione, si sentì ridicolo e perverso a fare il guardone della sua fidanzata e non si pose minimamente il problema del perchè lei si stesse spogliando davanti alle cugine.
Aveva gli occhi fuori dalle orbite e tutto il suo corpo vibrava di eccitazione di fronte a quella insolita situazione. Anche il suo cazzo stava cercando di farsi strada nell’elastico dello slip. Ha sussurrato tra sè: “Marzia, sei bellissima”.
Proprio in quel momento si accorse che Paolo, ripresosi e rivestitosi era uscito in giardino a cercarlo, lui gli ha fatto cenno di fare silenzio e gli ha sussurrato “Vieni qui presto”.
Dalla finestra poterono osservare insieme lei che sorrideva, e la cugina più piccola che la abbracciava e baciava con grande passione. Poi è passata ad occuparsi delle sue tette, afferrandole entrambe con le mani e leccando, succhiando e mordicchiando alternativamente i capezzoli con la bocca. Si stavano veramente divertendo. I capezzoli erano inturgiditi e la fica le colava dall'eccitazione. Poi la testa di Chiara è scesa a baciarle e leccarle la parte bassa del ventre, e già i due là fuori stavano pregustando una deliziosa leccata di fica. Ma lei la ha fatta mettere a pancia in sotto, con le gambe allargate. Si è sistemata con le ginocchia tra le cosce della cugina e ha cominciato a leccarle la schiena. Partiva da sopra il solco delle natiche e arrivava, slinguata dopo slinguata, al centro della schiena, fino alla nuca.


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