Quello fu uno dei viaggi in auto più tesi della mia vita. Passai tutto il
tempo a ripensare alla telefonata di Paolo con quel ragazzino. Sentivo che c’era
stato qualcosa di troppo strano tra loro due, mio marito aveva quasi sfidato un
ragazzino che chiaramente mi attirava a farsi avanti con me, perchè? Faceva
parte di un nuovo gioco? Io sarei stata la vittima o il premio conteso tra due
uomini? La cosa che mi turbava di più era la mia reazione a quello che stavo
succedendo, non mi sarei mai sognata di tradire Paolo eppure ero costantemente
eccitata, tanto che non rinunciai a prendere l’iniziativa poco dopo esserci
immessi in autostrada, con la bocca e con la lingua adorante su un cazzo che
raggiungeva piano piano dimensioni mostruose. La testa mi girava, il cuore
accekerava e il suo cazzo continuava a drizzarsi.
Non potevo fare a meno di ammeterlo. L'idea di spompinarlo mentre avrebbero potuto
vederci mi eccitava da morire. Quanto ero diventata pervertita in quegli anni con
Paolo? Lo guardavo con dolcezza per ringraziarlo, mentre facevo scorrere la lingua
lateralmente sull'asta del suo cazzo enorme. E di nuovo pensai, terribilmente
eccitata, che in quel preciso istante..."Beh, siamo quasi arrivati, tra poco incontreremo il tuo Francesco, è può esserci qualche occasione simpatica, no? Se è davvero un bel ragazzo, non vuoi che il tuo padrone si diverta un po'?"
Ecco, non mi sbagliavo, qualcosa aveva in mente.
"Ne riparliamo con calma. Per adesso goditi questo bocchino".
"E’ un grandissimo bocchino. Mi stai facendo impazzire. Ma ora salutalo. Divertiti anche tu!"
Concluse la frase passandomi uno dei tanti vibratori della nostra collezione, invitandomi, più o meno esplicitamente, sia prenderlo nel culo, sia a mostrarla ai passanti. Roba da matti! Eppure anche quei suoi desideri mi eccitavano. Senza dubbio mi eccitavano. E il fatto che mi eccitavano mi faceva obbedire senza discutere.
Così arrivammo finalmente a destinazione proprio mentre raggiungevo un fortissimo orgasmo anale. In quel momento di quell’altro ragazzo non me ne fregava niente. Trovavo inoltre umiliante il rischio di farmi vedere con qualcosa nel culo da persone con cui avrei dovuto poi convivere.
E di nuovo Paolo prima di scendere dall’auto mi obbligò con la lingua sulla sua cappella mentre con le dita circondavo l'asta vicino alla base e lo carezzavo delicatamente, su e giù. Lui si abbassò a guardarmi e mi strizzò l'occhio, sorridendo provocante, e mi chiese "Allora? Siamo arrivati lo sai? Da qualche parte nei dintorni c’è il tuo giovanotto...ah eccolo deve essere lui, è a petto nudo, deve aver visto perchè mi ha pure sorriso!"
Diventai rossa al pensiero e sarei voluta morire, sprofondai con il viso tra le cosce di Paolo e finii per respirare l’odore di sesso dai peli del suo cazzo.
"No, scusami. Mi ero sbagliato, non ci ha visti, peccato."
Era quasi l'una di notte, quando finimmo di scaricare i bagagli e ci sistemammo in una stanza con un lettone matrimoniale che sembrava essere pensato per accogliere quattro e non due persone. Quando finalmente riuscii a finire quel pompino eterno si erano fatte le tre e non avevamo ancora trovato traccia degli altri coinquilini. Paolo frugò nella tasca dei pantaloni e ritrovò il foglietto con il numero di cellulare di Francesco. Non sapevo cosa gli avrebbe detto di preciso, ma anche io volevo sapere qualcosa, qualsiasi cosa. Chiamò il numero.
"Francesco? Sono Paolo. Dormivi? Ti disturbo?"
"Oh, ciao, ti ho riconosciuto. Mi prendi in un momento delicato. In questo momento sono sdraiato su un prato e la mia bellissima ragazza mi sta facendo una pompa da urlo."
Ero senza parole. Lo stavano facendo, in quel momento, e mio marito era a telefono con lui.
Francesco chiese a Marzia “è Paolo, vuoi che attacco?” Lei gli rispose, ma non sentimmo quello che diceva.
Riprese a parlare al telefono "Dice che trova eccitante succhiarmelo mentre parlo al telefono." Paolo mise il viva voce per farmi sentire in sottofondo i mugolii di Marzia al lavoro sul cazzo di Francesco.
"Come mai non siete ancora qui a quest'ora?"
"Oh, è la fine del mondo! Pensa che questo è il terzo bocchino che mi fa stasera. Me ne ha già fatti due a casa, prima. Stavamo partendo per venire là ma abbiamo visto questo boschetto...”
Giulia

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