“Quando eravamo più piccole, andavamo in estate in
vacanza in un casale molto simile a questo. Nel primo pomeriggio subito dopo
pranzo, quando tutti sparivano di circolazione per andare a riposare, il caldo
di agosto feroce ed implacabile e intorno c’era un silenzio che proteggeva ogni
cosa, dopo i soliti giochi da ragazzi spesso mi capitava di trovarmi sola con
qualche nostro amico e sapete come è...l’adolescenza, le prime scoperte, gli
ormoni...insomma i giochi si concludevano in favolosi bocchini.
L’amico di turno si tirava fuori l'uccello e i miei
occhi rivelavano tutta la mia eccitazione, iniziavo a leccarlo, succhiandogli
la cappella e percorrendo tutta l'asta con la lingua instancabile.
Adoravo fare i pompini a tutti, e trovavo sempre qualcuno felice di venire incontro a quel mio innocente desiderio.
Insomma, fu una lunga estate di succhiate e ingoiate, che ancora oggi ricordo con profonda nostalgia. Un pomeriggio però fui sorpresa da mia sorella Chiara. Lei era troppo piccola per queste cose e da sorella maggiore mi sentivo da un lato in dovere di proteggerla e dall’altro non avevo voglia di dividere con lei il sapore dei piselli. Vedendo la sua insistenza e il broncio che mi teneva per giorni le dissi che se proprio voleva sfogare la voglia di leccare avrebbe potuto farlo su nostra cugina. E così credo sia andata, il pomeriggio di fine estate io mi dilettavo con gli amici e dall’altro lato del casale loro due se la spassavano tra di loro. Da quel momento essendo stata io l’artefice di questa cosa sono sempre pronta a proteggerle ed è per questo che oggi pomeriggio...”
Adoravo fare i pompini a tutti, e trovavo sempre qualcuno felice di venire incontro a quel mio innocente desiderio.
Insomma, fu una lunga estate di succhiate e ingoiate, che ancora oggi ricordo con profonda nostalgia. Un pomeriggio però fui sorpresa da mia sorella Chiara. Lei era troppo piccola per queste cose e da sorella maggiore mi sentivo da un lato in dovere di proteggerla e dall’altro non avevo voglia di dividere con lei il sapore dei piselli. Vedendo la sua insistenza e il broncio che mi teneva per giorni le dissi che se proprio voleva sfogare la voglia di leccare avrebbe potuto farlo su nostra cugina. E così credo sia andata, il pomeriggio di fine estate io mi dilettavo con gli amici e dall’altro lato del casale loro due se la spassavano tra di loro. Da quel momento essendo stata io l’artefice di questa cosa sono sempre pronta a proteggerle ed è per questo che oggi pomeriggio...”
Il racconto di Caterina si interruppe quando si
accorse di aver detto troppo, le due ragazze arrossirono e calò il silenzio.
Una prima informazione però la avevamo avuta, a Caterina piace fare i pompini.
Paolo riprese in mano la discussione non volendo approfondire per il momento l’arte
orale della cugina più grande.
"Stai dicendo che... oggi pomeriggio tua sorella
le ha leccato il buco del culo??"
"Proprio così” Prese a raccontare Chiara. “Non
vi nego che le prime volte ero un po' titubante. L'idea era quella di passarci
sopra un po' velocemente, sfiorandola appena con la lingua. Ma poi quando ci
sono passata ha fatto un tale sospiro di piacere che non me la sono sentita di
negarle un po' più d'attenzione. Sì, anche oggi le ho dato una bella leccata al
buco del culo. D'altra parte lei lo ha fatto a me tante volte, e mi era anche
molto piaciuto."
"Con me non hai mai fatto niente di
simile!" fu il commento di Francesco alla fidanzata.
"Be'? Non sei contento che la tua ragazza
faccia nuove esperienze?" lo zittì Paolo.
"Lasciamo perdere va'... a chi tocca ora?"
“Come sapete io e Giulia siamo sposati da poco. La
ho incontrata appena ventenne ma il come ve lo racconterà lei, bella, bel
fisico, con due gran tette, e me la sono subito accaparrata. L'ho svezzata, le ho
insegnato tutti metodi per farmi godere, e adesso... me la godo. La domino,
soprattutto psicologicamente e così mi sento libero di sperimentare tutte le
cose strane e le porcate che magari ad un altra partner non potrei mai chiedere”.
“Chiamala stupido!" commentò Francesco
rivolto alla fidanzata.
"Altro che! Quasi quasi, Frà, qualche volta
ti ci mando in camera loro. Rimani per due notti a fare da schiavetto sessuale,
giorno e notte, e in cambio Paolo ti fa un corso accelerato."
"Così quando torno potrei essere il tuo
schiavetto sessuale, perfettamente addestrato."
"Già." Ridacchiò Marzia. "L'idea è
proprio questa. Ci stai?"
"Mmmmh... se ne può parlare..."
"Bisogna vedere se Paolo è d'accordo..."
"Non credo che farebbe grosse obiezioni”
finalmente trovai il coraggio di inserirmi in quella conversazione che iniziava
a riguardare anche me.
"Davvero? Boh! Non capisco proprio che
bisogno ci sia, quando mi hai già a tua completa disposizione ventiquattr'ore
al giorno!" concluse Francesco.

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