Trascorremmo tre ore a chiacchierare del più e del meno, l'atmosfera non fu
mai troppo seria, ed ogni tanto ci scappava qualche battuta, a volte anche spinta
su quello che era accaduto la notte prima che solo le cugine facevano fatica a
comprendere. Si era creato un bellissimo feeling tra tutti, tanto che nell'arco
di quelle tre ore non erano mancati velati complimenti reciproci o qualche discreta
allusione. I vari sorrisi erano quasi un'istigazione a insistere.
Poco dopo mezzogiorno, si decise di organizzare il pranzo e furono spedite
le due cugine a fare la spesa con la scusa che fossero le uniche a conoscere il
posto.
Rimasti soli però la situazione si fece più imbarazzante, almeno per me che
continuavo ad avere il retto occupato dalle palline che facevano il loro dovere
e credo per Marzia che divenne il centro dell’attenzione a causa delle sue
performances orali della notte precedente.
A rompere il silenzio imbarazzante ma carico di eccitazione fu ovviamente
Paolo che insistette per conoscere i dettagli più proibiti e scabrosi. Io ero
sicura che si sarebbe arrapato come un toro.
"Sono una ragazza come tante. A cui piacciono i bei ragazzi e piace
fare sesso con i bei ragazzi. Punto e basta. Che male c'è?" Cercò
inizialmente di difendersi Marzia ma a Paolo non poteva bastare, voleva capire
fin dove si sarebbe potuto spingere con la complicità di Francesco che
ascoltava in silenzio e lasciava fare.
"Ieri, però sei andata un pò oltre il semplice fare sesso coi bei
ragazzi o sbaglio? Sapevi che c’ero io dall’altra parte del telefono ad
ascoltarti”
“E mi sono bagnata tra le gambe, non solo perchè succhiavo il cazzo a lui,
ma anche a causa tua. Non ti conoscevo ancora eppure sentivo che c’era intesa,
sintonia, si creava complicità tra noi in quel momento. Ci sono coppie sposate che
nemmeno se lo sognano..." Marzia fu abilissima a tenere testa alle
provocazioni di Paolo riuscendo perfino a ribaltare la frittata su di noi. In
quel momento ebbi paura che per dimostrare a quella ragazzina la nostra
complicità Paolo le avrebbe svelato cosa ero costretta a tenere nel culo in
quel preciso momento, non lo fece e ne fui sollevata.
"E se ti dicessi che mi eccita sapere che tu fai sesso con il tuo
fidanzato come reagiresti? Che se ti immagino mentre succhi il cazzo di
Francesco ho un'erezione?"
Marzia non rispose e Paolo la incalzò. Io ero turbata, lei era solo una
ragazzina e lui un uomo perverso, Francesco al contrario sembrava molto
riconoscente a Paolo, se avesse spinto la sua fidanzata ad essere sempre più
spudorata non solo ne aveva tutto da guadagnare ma avrebbe avuto sicuramente un’occasione
in più per far subire a me lo stesso genere di interrogatorio.
"Voglio che mi racconti tutto di ieri sera. Ogni singola succhiata di
cazzo, ogni leccata di cappella, ogni sospiro, ogni mugolio”
“Dai Paolo smettila sembri un pervertito” mi sentii di provare a soccorrere
quella povera ragazza
“Un pervertito io?? Al massimo un depravato direi! Marzia tu che dici? Ti
faccio schifo?"
Marzia rideva.
"Si sei uno schifoso depravato e pervertito. Ma sei in buona compagnia."
Finalmente intervenne Francesco. “Perché devo confessarvi che anche io ero
stuzzicato dall'idea che tu ci stessi ascoltando ieri. Questo pensiero mi
eccitava. Mi faceva sentire un po' porco e mi spingeva a comportarmi da porco. Mi
eccitava sapere che tu sapevi, renderti partecipe. E anche io ora voglio che
Marzia ci racconti tutto, fino ai minimi particolari. Voglio farvi sapere che gran
bocchinara è la mia ragazza. Cos'avrò? Sono un pervertito? Un depravato? E io,
Giulia, ti faccio schifo?"
Le parole di Francesco mi mandavano scariche di eccitazione lungo il
condotto anale intasato dal giocattolo e non risposi per paura di dire troppo.
“Bene, assodato che siete in compagnia di due schifosi pervertiti e
depravati e che ci dovrete convivere per chissà quanto tempo io direi di andare
avanti” riprese la situazione in mano Paolo.
"Appena arrivati a casa, Francesco mi ha detto che lui avrebbe
preferito andare subito a consumare. Io ero perfettamente d'accordo perché la
telefonata in treno con te mi aveva
messo il fuoco addosso!”
"Lasciamo perdere... vai avanti...!"
"Appena ci siamo chiusi la porta alle spalle l'ho
abbracciato, in piedi, e ci siamo dati un lungo bacio in bocca. Poi mi ha
portato per mano verso il letto dove in un lampo si è spogliato...”
Giulia

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