venerdì 11 gennaio 2013

4 chiacchiere per conoscersi



Trascorremmo tre ore a chiacchierare del più e del meno, l'atmosfera non fu mai troppo seria, ed ogni tanto ci scappava qualche battuta, a volte anche spinta su quello che era accaduto la notte prima che solo le cugine facevano fatica a comprendere. Si era creato un bellissimo feeling tra tutti, tanto che nell'arco di quelle tre ore non erano mancati velati complimenti reciproci o qualche discreta allusione. I vari sorrisi erano quasi un'istigazione a insistere.
Poco dopo mezzogiorno, si decise di organizzare il pranzo e furono spedite le due cugine a fare la spesa con la scusa che fossero le uniche a conoscere il posto.
Rimasti soli però la situazione si fece più imbarazzante, almeno per me che continuavo ad avere il retto occupato dalle palline che facevano il loro dovere e credo per Marzia che divenne il centro dell’attenzione a causa delle sue performances orali della notte precedente.
A rompere il silenzio imbarazzante ma carico di eccitazione fu ovviamente Paolo che insistette per conoscere i dettagli più proibiti e scabrosi. Io ero sicura che si sarebbe arrapato come un toro.
"Sono una ragazza come tante. A cui piacciono i bei ragazzi e piace fare sesso con i bei ragazzi. Punto e basta. Che male c'è?" Cercò inizialmente di difendersi Marzia ma a Paolo non poteva bastare, voleva capire fin dove si sarebbe potuto spingere con la complicità di Francesco che ascoltava in silenzio e lasciava fare.
"Ieri, però sei andata un pò oltre il semplice fare sesso coi bei ragazzi o sbaglio? Sapevi che c’ero io dall’altra parte del telefono ad ascoltarti”
“E mi sono bagnata tra le gambe, non solo perchè succhiavo il cazzo a lui, ma anche a causa tua. Non ti conoscevo ancora eppure sentivo che c’era intesa, sintonia, si creava complicità tra noi in quel momento. Ci sono coppie sposate che nemmeno se lo sognano..." Marzia fu abilissima a tenere testa alle provocazioni di Paolo riuscendo perfino a ribaltare la frittata su di noi. In quel momento ebbi paura che per dimostrare a quella ragazzina la nostra complicità Paolo le avrebbe svelato cosa ero costretta a tenere nel culo in quel preciso momento, non lo fece e ne fui sollevata.
"E se ti dicessi che mi eccita sapere che tu fai sesso con il tuo fidanzato come reagiresti? Che se ti immagino mentre succhi il cazzo di Francesco ho un'erezione?"
Marzia non rispose e Paolo la incalzò. Io ero turbata, lei era solo una ragazzina e lui un uomo perverso, Francesco al contrario sembrava molto riconoscente a Paolo, se avesse spinto la sua fidanzata ad essere sempre più spudorata non solo ne aveva tutto da guadagnare ma avrebbe avuto sicuramente un’occasione in più per far subire a me lo stesso genere di interrogatorio.
"Voglio che mi racconti tutto di ieri sera. Ogni singola succhiata di cazzo, ogni leccata di cappella, ogni sospiro, ogni mugolio”
“Dai Paolo smettila sembri un pervertito” mi sentii di provare a soccorrere quella povera ragazza
“Un pervertito io?? Al massimo un depravato direi! Marzia tu che dici? Ti faccio schifo?"
Marzia rideva.
"Si sei uno schifoso depravato e pervertito. Ma sei in buona compagnia." Finalmente intervenne Francesco. “Perché devo confessarvi che anche io ero stuzzicato dall'idea che tu ci stessi ascoltando ieri. Questo pensiero mi eccitava. Mi faceva sentire un po' porco e mi spingeva a comportarmi da porco. Mi eccitava sapere che tu sapevi, renderti partecipe. E anche io ora voglio che Marzia ci racconti tutto, fino ai minimi particolari. Voglio farvi sapere che gran bocchinara è la mia ragazza. Cos'avrò? Sono un pervertito? Un depravato? E io, Giulia, ti faccio schifo?"
Le parole di Francesco mi mandavano scariche di eccitazione lungo il condotto anale intasato dal giocattolo e non risposi per paura di dire troppo.
“Bene, assodato che siete in compagnia di due schifosi pervertiti e depravati e che ci dovrete convivere per chissà quanto tempo io direi di andare avanti” riprese la situazione in mano Paolo.
"Appena arrivati a casa, Francesco mi ha detto che lui avrebbe preferito andare subito a consumare. Io ero perfettamente d'accordo perché la telefonata  in treno con te mi aveva messo il fuoco addosso!”
"Lasciamo perdere... vai avanti...!"
"Appena ci siamo chiusi la porta alle spalle l'ho abbracciato, in piedi, e ci siamo dati un lungo bacio in bocca. Poi mi ha portato per mano verso il letto dove in un lampo si è spogliato...” 
Giulia

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