venerdì 25 gennaio 2013

Segreti (terza parte)



“Allora, vediamo di riassumere, a quanto pare tutti gli abitanti di questo casale vanno matti per la passera, uomini o donne che siano, e per fortuna ne abbiamo in maggioranza, siamo due uomini e quattro donne, nessuno dovrebbe rischiare di restarne senza. Ma se ciò dovesse capitare sappiamo anche che la cara Caterina è un’insaziabile bocchinara, quindi almeno io e Francesco siamo al sicuro”
"A scanso di equivoci...io vi ho parlato di un bocchino fatto al casale anni fa..." si difese Caterina
"Uno... due... tre... che differenza fa?" la incalzò Paolo
"Dieci... cento... mille... che problema c'è?" lo sostenne Francesco.
“Ad ogni modo, sapete anche che io sono disponibile ad addestrare schiave e schiavetti qualora fosse necessario...ma solo su appuntamento” concluse ridendo Paolo per mantenere l’atmosfera goliardica. Finora erano state fatte solo parole, passare ai fatti non è sempre semplicissimo.
“Manca ancora Francesco, non ci dici nulla di te?” non me ne ero certo dimentocata!
“Dunque...oggi pomeriggio prima di scoprire che la mia fidanzata mi tradisce con sua cugina...ho scoperto una cosa che mi ha fatto ancora più arrapare”. Ormai sembrava essere entrato perfettamente nella parte del detective che gli era stata assegnata dal misterioso zio Dimitri.
“E cioè che a te mia cara Giulia, piace prenderlo nel culo. Ti piace proprio tanto, questa frase ho sentito”
"Mmmh... e tu quando mi hai sentita?"
"Mi toccavo il cazzo, ovviamente! Da sopra i pantaloni."
"...E allora abbiamo anche il guardone segaiolo tra noi. Approvato!" lo sfottè Paolo.
"Guardone non direi visto che ho solo ascoltato, ma si potrebbe rimediare, non vorrei che tu ci rimanessi male..." Ci aveva fregati. Dovevamo stare al gioco e metterla sul ridere.
"Puoi stare sicuro che la prossima volta che mi ritroverò affondato nel sedere di mia moglie tu ti ritroverai con la manina sui genitali." Gli rispose Paolo sullo stesso tono.
"Così va meglio. Molto meglio." E tutti e scoppiammo a ridere. Sentivo di adorarlo.
"E comunque, cinque minuti prima che arrivassi tu in giardino, mi ero aperto i pantaloni e me lo stavo menando. E ora se il gioco dei segreti è terminato, visto che in un modo o nell’altro tutti voi avete avuto il vostro piacere quotidiano oggi tranne il sottoscritto vi chiederei la cortesia di rimandare a dopo cena la lettura del diario e di trovare una giusta soluzione anche a me"
“La soluzione migliore a questo punto potrebbe essere che la nostra pompinara di eccellenza ci dia prova della sua abilità soddisfacendo contemporaneamente la sua voglia di succhiare e la tua di trovare il piacere, noi potremmo stare qui buoni buoni a guardare...ma forse è troppo presto, quindi propongo di lasciarla tranquilla ai fornelli per levarla dalle tentazioni, qualcuno dovrà pur pensare alla cena no?” Paolo era sempre più felice di poter gestire la situazione e testare le reazioni dei presenti.
“Beh se proprio tua cugina non può, toccherà a te amore mio” rispose Francesco rivolto alla fidanzata.
Fu deciso che mentre Caterina avrebbe provveduto alla cena, i fidanzatini sarebbero andati in camera loro e io e mio marito nella nostra. Chiara sembrò scontenta della soluzione e fu allora invitata a seguire la cugina e il fidanzato con mia grande invidia. Dopo cena avremmo ripreso il diario.
Una volta chiusi in camera, tra Marzia e Chiara ci fu un momento di grande imbarazzo. Francesco però non voleva perdere quell’occasione e lo spunto fu ancora una volta la promessa di sesso anale fattale dalla fidanzata prima di partire. Per trovare un giusto ruolo anche alla loro ospite Francesco le chiese nel modo più tenero possibile di insegnargli a preparare nel modo giusto la sua ragazza sfruttando il fatto che probabilmente lei conosceva quel culo molto meglio di lui. Chiara fu esaltata e aiutò in prima persona la cugina a spogliarsi, la fece distendere sul letto praticandole un massaggio su tutta la schiena prima di lasciare spazio a lui e invitarlo a leccare la parte alta del solco delle natiche. Marzia già gemeva ad alta voce. Forse era davvero quella la strada giusta per concedere il culo. Francesco ormai era steso a pancia in giù con la testa all'altezza del suo culo. Le allargava le natiche con le mani e per un attimo è rimasto fermo così. Stava ammirando da molto vicino il suo buco del culo e la mia vagina in quel momento aperta e lucida...

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