“Vai pure”.
E io stavo proprio per andare. Mi sono fermata con la bocca a un centimetro
dalla cappella. Mi sono rialzata e ho detto: “no, meglio di no”.Gli ho spiegato che quel ragazzo ci avrebbe potuti vedere ma che il vero motivo era quella donna di cui sembrava tanto invaghito, insomma ero confusa e che prima di iniziare questa pazza avventura volevo essere tranquilla. Tanto presto saremmo arrivati a casa delle mie cugine e gli avrei potuto fare un bocchino in tutta tranquillità.
Francesco mi ha guardata un po' strano. Di fronte alla prospettiva del pompino si era completamente dimenticato dell’altra donna, è fatto così!
Mi ha chiesto di cosa avessi paura. Gli ho spiegato un po' dei miei timori di essere messa da parte per una più grande che gli piacesse tanto. Non era molto convinto di aver capito, infondo tra loro non era successo nulla e non si aspettava certo che una donna adulta puntasse ai ragazzini, ma alla fine ha sospirato e ha detto sorridendo: “ok, aspettiamo stasera e speriamo che ti passino queste strane idee”. Nel frattempo però avevo continuato ad accarezzarglielo con due mani, ed era sempre durissimo. Allora gli ho detto, senza staccare gli occhi dal cazzo: “un bacino posso darglielo anche subito, se ti va”. Mi sono nuovamente chinata e ho cominciato a dargli piccoli baci lungo tutta l'asta fino alle palle. L'odore mi faceva girare la testa. Poi sono risalita piano piano. Aveva la cappella tutta lucida del suo liquido trasparente e gliel'ho ripulita delicatamente con la lingua. Ho sentito il sapore e mi sono eccitata ancora di più. Non so come ho trovato la forza di volontà di staccarmi. Credo che altri dieci secondi e sarebbe venuto.
"E... mi lasci così!? Povero me..." Aveva la voce roca per l'eccitazione. Ma riusciva a mantenere un tono di semi dolcezza.
"Sì”.
Mentre stava rimettendoselo dentro ai jeans è passato il tizio che vende i panini, ho chiesto un gelato divertendomi a leccarlo e succhiarlo in maniera provocante simulando il famoso pompino, con tanto di sospiri, mugolii, occhiate porche e le labbra maliziosamente sporche di panna. Credo di aver causato un’erezione notevole anche al nostro compagno di scompartimento.
"Sto impazzendo!"
Francesco è stato tutto il tempo col cazzo dritto, si vedeva benissimo e non sapeva come fare per nascondersi. Poi il treno ha fatto la fermata prima della nostra.
Marzia
***
Mentre preparavo la cena nuda e senza essermi potuta lavare come mi aveva ordinato, Paolo ebbe tutto il tempo per ragionare sulla vicenda ma non mi disse nulla dei suoi piani per tutta la cena. Solo alla fine mi fece sedere sulla poltrona spalancando le gambe, si mise sotto con gli occhi fissi sulla figa aperta e mi passò il telefono.
"Chiamalo!”
“E che gli dico?”
“Beh ci dovremo pur organizzare...”. Aveva ragione e non avevo molta scelta, chiamai.
“Passamelo!"
"Come?! Ma no..."
"Dai! Ti ho detto passamelo!"
"Boh! Vabbe'!"
“Ciao Francesco! ... Ah sei già partito...siete??? Quindi anche voi sarete in due...si certo ricordo c’è posto fino a 10 persone, beh speriamo bene, anche io non verrò sola ti passo mio marito ti vuole conoscere”.
Cosa diavolo aveva in mente? Non ne avevo idea stavolta. Avevo la mente confusa e la figa che mi pulsava.
Gli passai il telefono.
"Pronto?"
"Ciao, sono Paolo Mannara, il marito di Giulia."
"Francesco Corvino, piacere."

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