"Ah, bene!" Risposi gelida..
"Ti dispiace?" "No, figurati. Avrai di che divertirti."
"Ecco, appunto... volevo chiederti..."
"Si?"
"Non so come dirtelo..."
"Dimmi."
"No vabbè forse è meglio di no"
Ecco infranti in un sol colpo tutti i miei sogni romantici. Troppo presa dall’euforia e il casino per organizzare il tutto avevo preso sotto gamba la faccenda della “donna più grande”, che sciocca! Era piuttosto prevedibile che sarebbe stata una minaccia, e quest’altro poi con che faccia tosta me lo chiede? Fatti fare sto pompino ma almeno fingi, non dirmelo...non è così che funzionano i ragazzi in coppia? E’ proprio tipico di Francesco, quando si tratta di donne aziona prima la bocca e poi il cervello...o magari stavolta lo aveva fatto di proposito per studiare la mia reazione? Che mi stesse proponendo quelle cose da coppia aperta? Caro mio, geloso come sei ci andresti a perdere tu...sai quanto ci metto io a restituirti le corna con gli interessi? Tu magari hai trovato la tardona affamata ma per una ragazza è sempre più facile, il rapporto sarà di 1 a 10 ti conviene? Nel dubbio decisi di fare l'indifferente, e stare al gioco.
"Ma ne vale la pena? Chi è sta tizia?"
"Ah, è proprio forte. Si chiama Giulia."
Questo fa sul serio, non ci posso credere!
"Ma almeno è una bella donna?"
"E' proprio bona. Ha due tette enormi, e poi è simpatica"
"Quanti anni ha?"
"Non lo so ma è più grande. Sarà sui 34-35 anni"
"Cosa ci hai fatto?"
Mi raccontò del caffè al bar, non era successo nulla e vista la sua sfacciataggine dovetti credergli ma già non ne potevo più di quella storia, decisi di farlo tacere avvicinandomi e cominciammo a pomiciare.
Francesco si è lasciato coinvolgere mettendo da parte (o forse no) per un pò il pensiero della tardona e mi ha messo le mani dappertutto. E pure io.
Gli ho toccato il cazzo prima da sopra i vestiti fino allo slip. Si sentiva tutto. Ce l'aveva durissimo.
Dovevo dimostrare di essere all’altezza della concorrenza. Nel frattempo mi stavo accorgendo che anche la mia figa stava diventando un lago. Era grosso! Tanto che mi sono staccata dal bacio e gli ho esclamato un “accidenti!" che ha fatto sorridere l’unico viaggiatore del nostro scompartimento.
Francesco ormai era partito e non ha fatto una piega. Ha preso l’elastico dello slip e lo ha tirato giù. E' venuto fuori il suo coso... enorme... bellissimo.
“Puoi carezzarmi così, se per te è più comodo”.
Io non ho detto niente, in altre circostanze non lo avrei mai fatto con uno sconosciuto a pochi metri da noi ma rischiavo di deluderlo e fargli desiderare ancora di più la tardona. L'ho preso in mano e l'ho guardato. Usciva di almeno 3 dita dalla mia mano, ed era abbastanza largo da non poterlo stringere tutto.
"Dici che ce l'ho abbastanza grosso?"
"E’ proprio enorme! E comunque non è che ne abbia visti tantissimi..." così se ti stavi chiedendo se fosse abbastanza grosso per lei ti ho ricordato che posso fare sempre in tempo per recuperare! Questa idea mi stava arrapando da morire.
Mi sono avvicinata per guardarlo meglio. Intanto lo carezzavo lentamente. Muovevo la pelle su e giù per scoprire la cappella, piano piano. Con l'altra mano gli massaggiavo le palle. Ero eccitatissima, mi sentivo bagnata tra le gambe. Anche lui fremeva. Allora gli ho detto, con la voce più da troia possibile: “è proprio bello, avrei tanta voglia di succhiartelo”...
Marzia

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