sabato 8 dicembre 2012

Prologo


Quella strana convocazione a mio nome era stata fissata per una mattina di novembre, fredda e piovosa. Nella sala di attesa di un notaio che non avevo mai sentitro nominare prima mi ritrovai in compagnia di un ragazzo giovane mai visto prima che passava tutto il tempo al cellulare nel tentativo di distogliere lo sguardo imbarazzato da me, forse per paura che per ingannare l’attesa gli avrei potuto rivolgere la parola con le solite chiacchiere inutili tipiche di questi luoghi vuoti, senza sapere che mai mi sarebbe passato per la testa di attaccare bottone con uno sconosciuto e per di più con tanti anni in meno di me. Di cosa avremmo mai potuto parlare poi? Del tempo e fare la figura della vecchia zia preoccupata che con quella pioggia fosse venuto senza ombrello? Però era vero, era senza ombrello e io lo avevo notato…forse lo stavo osservando molto più di quanto mi fossi accorta e in effetti nonostante l’età lo trovavo pure piuttosto carino! Probabilmente si rese conto prima di me che in quella così insolita situazione lo stavo osservando perché fece partire dal cellulare una chiamata che non potei fare a meno di origliare per quanto potevo. Che si trattasse di una ragazza dall’altro lato era piuttosto chiaro ma non potevo sentire quello che diceva e dovetti sforzarmi di ricostruire la conversazione con la mia fantasia.

“........”
“Certo”
“.........”
"Calma piatta. Un sacco di bruttone e quelle decenti c'hanno tutte la fede al dito. Si va avanti a pippe...finchè non ci rivedremo" Fece una risatina. "E tu?"
 
Non ero più certa che non si fosse accorto che lo stessi origliando quando sentii il riferimento alla fede che istintivamente guardai sul mio dito....se si riferiva a me mi trovava decente?!?!?! Non mi era naturalmente nemmeno sfiggito l’altro riferimento alle sue attività manuali così esplicitamente nominate, tipiche della sua età pensai, eppure fu un pensiero che non mi lasciò del tutto indifferente e mille immagini non del tutto caste si affacciarono alla mia mente, ma più di tutto mi sorpresi ad immaginare chi ci fosse dall’altro lato..una ragazzina altrettanto giovane e probabilmente gelosa che indaga sulle possibili tentazioni del fidanzatino che si diverte evidentemente a farla ingelosire...Che tipo! Ma il pensiero di questa giovane  signorina, avvenente e porcellina, intorno ai vent'anni, sentimentalmente impegnata, tornava a farsi strada nella mia mente e chissà perchè immaginai desiderosa di  godersi un'esperienza lesbo-sado-maso, con abbondante contorno di cazzo e per me cazzo significava solo Paolo...il cazzo di Paolo! Ma queste erano immagini di un passato lontano che non volevo più far ritornare...fortunatamente i miei buffi pensieri e l’altrettanto buffa telefonata furono interrotti dalla chiamata del notaio che era pronto a riceverci. 

Riceverci?? Cioè io e lui? Entrai in agitazione, già non conoscevo il motivo di quella convocazione e ora scoprivo che avrei dovuto condividerla con un ragazzino impacciato e pieno di ormoni che mi aveva appena definita decente! Fatto sta che c’era poco tempo per domandarselo quando mi trovai seduta accanto al ragazzetto e di fronte ad un burocrate petulante e antipatico che era più indisponente del dovuto.
Quando sentii pronunciare i nostri nomi dal notaio appresi che il giovane si chiamva Francesco Corvino, il nome non mi diceva assolutamente nulla, mi girai a guardarlo sorpresa, lui mi strizzò l’occhio per rassicurarmi e il notaio proseguì nella spiegazione. E così scoprimmo di essere stati entrambi nominati nel testamento di un tale che si firmava “zio Demetrio” e che per qualche a noi ignota ragione prima di morire aveva pensato proprio a noi due per affidare quello che restava dei suoi beni e della sua memoria. Il notaio leggeva con voce nasale e monotona i preliminari del testamento del defunto "zio" e non volle darmi nessun tipo di chiarimento in più sulla vicenda cosa che al contrario per nulla interessava al mio fortuito compagno di sventura che sembrava piuttosto divertito dalla novità. Per cont mio ero certa di non avere nessuno zio con quel nome e ne ebbi la conferma quando nel testamento appresi che si trattava di uno scapolo impenitente che aveva trascorso la vita in giro per il mondo tra donne e vacanze. Un infarto lo aveva stroncato improvvisamente a St.Moritz, sembra dopo una notte di baldoria e di bevute in compagnia di due ballerine brasiliane.
“E veniamo alle vere e proprie disposizioni testamentarie: ..ad entrambi lascio un bellissimo casale sulle colline toscane di pregiato valore, rustico ma completamente arredato di tutti i comfort fatto costruire apposta affinchè possiate, o meglio dobbiate conviverci. L’unica clausola è appunto l’obbligo da parte di entrambi di abitarlo insieme. Il casale è molto grande e può ospitare fino a 10 persone, potrete portare con voi chi volete l’importante è che ci siate voi due. Vi troverete sicuramente a vostro agio, c’è tutto quello che si può desiderare. Soltanto tre porte sono rimaste chiuse e le chiavi le posseggono tre persone diverse, il compito di recuperarle per poter avere a disposizione le altre stanze e forse la spiegazione di tutta questa storia lo affido al giovane Francesco che naturalmente potrà farsi aiutare. A Giulia invece lascio i miei diari che saranno per lei una lettura sicuramente interessante e vi aiuteranno a capire chi sono le tre persone detentrici delle chiavi. Voi ancora non lo sapete ma siete accomunati a me molto più di quanto possiate immaginare e questa esperienza vi servirà anche a capire meglio voi stessi. Buona fortuna, sono certo che in cuor vostro mi ringrazierete. Decisamente. Zio Demetrio.”  
“Ecco i diari di suo zio. Sono suoi” e il notaio me li consegnò con faccia stranamente divertita della mia incredulità. Tutto faceva pensare ad uno scherzo ma i diari c’erano davvero e io non sapevo cosa farmene. Congedato il notaio prendemmo ognuno la nostra copia delle chiavi del casale e uscimmo dallo studio...ero confusa, stranita e avevo bisogno di correre da Paolo ma mi sentii fermare dalla voce di quel ragazzo con cui non mi ero nemmeno presentata e stavo probabilmente per andare a convivere... “Aspetta!”
Giulia


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