“........”
“Certo”
“.........”
"Calma
piatta. Un sacco di bruttone e quelle decenti c'hanno tutte la fede al dito. Si
va avanti a pippe...finchè non ci rivedremo" Fece una risatina. "E
tu?"
Non ero più
certa che non si fosse accorto che lo stessi origliando quando sentii il
riferimento alla fede che istintivamente guardai sul mio dito....se si riferiva
a me mi trovava decente?!?!?! Non mi era naturalmente nemmeno sfiggito l’altro
riferimento alle sue attività manuali così esplicitamente nominate, tipiche
della sua età pensai, eppure fu un pensiero che non mi lasciò del tutto
indifferente e mille immagini non del tutto caste si affacciarono alla mia mente,
ma più di tutto mi sorpresi ad immaginare chi ci fosse dall’altro lato..una
ragazzina altrettanto giovane e probabilmente gelosa che indaga sulle possibili
tentazioni del fidanzatino che si diverte evidentemente a farla ingelosire...Che
tipo! Ma il pensiero di questa giovane signorina, avvenente e porcellina, intorno ai vent'anni, sentimentalmente
impegnata, tornava a farsi strada nella mia mente e chissà perchè immaginai desiderosa di godersi un'esperienza lesbo-sado-maso, con
abbondante contorno di cazzo e per me cazzo significava solo Paolo...il cazzo
di Paolo! Ma queste erano immagini di un passato lontano che non volevo più far
ritornare...fortunatamente i miei buffi pensieri e l’altrettanto buffa
telefonata furono interrotti dalla chiamata del notaio che era pronto a
riceverci.
Riceverci?? Cioè io e lui? Entrai in agitazione, già non conoscevo il motivo di quella convocazione e ora scoprivo che avrei dovuto condividerla con un ragazzino impacciato e pieno di ormoni che mi aveva appena definita decente! Fatto sta che c’era poco tempo per domandarselo quando mi trovai seduta accanto al ragazzetto e di fronte ad un burocrate petulante e antipatico che era più indisponente del dovuto.
Riceverci?? Cioè io e lui? Entrai in agitazione, già non conoscevo il motivo di quella convocazione e ora scoprivo che avrei dovuto condividerla con un ragazzino impacciato e pieno di ormoni che mi aveva appena definita decente! Fatto sta che c’era poco tempo per domandarselo quando mi trovai seduta accanto al ragazzetto e di fronte ad un burocrate petulante e antipatico che era più indisponente del dovuto.
Quando
sentii pronunciare i nostri nomi dal notaio appresi che il giovane si chiamva
Francesco Corvino, il nome non mi diceva assolutamente nulla, mi girai a
guardarlo sorpresa, lui mi strizzò l’occhio per rassicurarmi e il notaio
proseguì nella spiegazione. E così scoprimmo di essere stati entrambi nominati
nel testamento di un tale che si firmava “zio Demetrio” e che per qualche a noi
ignota ragione prima di morire aveva pensato proprio a noi due per affidare
quello che restava dei suoi beni e della sua memoria. Il notaio leggeva con
voce nasale e monotona i preliminari del testamento del defunto "zio" e non volle darmi nessun tipo di chiarimento in più sulla vicenda cosa
che al contrario per nulla interessava al mio fortuito compagno di sventura che
sembrava piuttosto divertito dalla novità. Per cont mio ero certa di non avere
nessuno zio con quel nome e ne ebbi la conferma quando nel testamento appresi
che si trattava di uno scapolo impenitente che aveva trascorso la vita in giro
per il mondo tra donne e vacanze. Un infarto lo aveva stroncato improvvisamente
a St.Moritz, sembra dopo una notte di baldoria e di bevute in compagnia di due
ballerine brasiliane.
“E veniamo
alle vere e proprie disposizioni testamentarie: ..ad entrambi lascio un
bellissimo casale sulle colline toscane di pregiato valore, rustico ma
completamente arredato di tutti i comfort fatto costruire apposta affinchè
possiate, o meglio dobbiate conviverci. L’unica clausola è appunto l’obbligo da
parte di entrambi di abitarlo insieme. Il casale è molto grande e può ospitare
fino a 10 persone, potrete portare con voi chi volete l’importante è che ci
siate voi due. Vi troverete sicuramente a vostro agio, c’è tutto quello che si
può desiderare. Soltanto tre porte sono rimaste chiuse e le chiavi le
posseggono tre persone diverse, il compito di recuperarle per poter avere a
disposizione le altre stanze e forse la spiegazione di tutta questa storia lo
affido al giovane Francesco che naturalmente potrà farsi aiutare. A Giulia
invece lascio i miei diari che saranno per lei una lettura sicuramente
interessante e vi aiuteranno a capire chi sono le tre persone detentrici delle
chiavi. Voi ancora non lo sapete ma siete accomunati a me molto più di quanto
possiate immaginare e questa esperienza vi servirà anche a capire meglio voi
stessi. Buona fortuna, sono certo che in cuor vostro mi ringrazierete.
Decisamente. Zio Demetrio.”
“Ecco i
diari di suo zio. Sono suoi” e il notaio me li consegnò con faccia stranamente
divertita della mia incredulità. Tutto faceva pensare ad uno scherzo ma i diari
c’erano davvero e io non sapevo cosa farmene. Congedato il notaio prendemmo
ognuno la nostra copia delle chiavi del casale e uscimmo dallo studio...ero
confusa, stranita e avevo bisogno di correre da Paolo ma mi sentii fermare
dalla voce di quel ragazzo con cui non mi ero nemmeno presentata e stavo
probabilmente per andare a convivere... “Aspetta!”
Giulia

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